“I numeri parlano chiaro: le imprese femminili sono oltre 1.400.000 e crescono ad un ritmo dello 0,7%, contro lo 0,2% di quelle maschili. In una parola, le donne scommettono sul business e sempre più scelgono il percorso dell’autoimprenditorialità. E Confesercenti deve scommettere su di loro, sulla loro voglia di impegnarsi, di crescere, anche in un momento difficile come questo”.
Con queste parole il Vice Presidente Vicario di Confesercenti, Massimo Vivoli, ha aperto i lavori del seminario La rappresentanza femminile di Confesercenti nell’ambito istituzionale ed associativo organizzato dal Coordinamento Nazionale Imprenditoria Femminile di Confesercenti.
“Non è solo un fatto quantitativo, ma qualitativo: le imprenditrici portano nel mondo delle imprese la loro specificità, il loro punto di vista, una pratica concreta basata sulla relazione tra persone, la condivisione di valori e responsabilità. Ma non è’ facile. Spesso, troppo spesso, per una donna fare impresa è più difficile che per un uomo.
Il nostro Paese, ma vale per la gran parte dei Paesi europei, vive una fase di profondo travaglio: calano i consumi, le famiglie si impoveriscono, aumentano i giovani e le donne senza lavoro. Persone di 50 anni si trovano da un giorno all’altro senza una occupazione e senza poter percepire nemmeno una pensione. Molte attività commerciali chiudono, altre reggono con fatica, soffocate da tasse e tributi, dalla difficoltà di poter accedere al credito”.
“Per le donne, come ho detto, fasi del genere pesano maggiormente: sono le prime a perdere l’occupazione o l’impresa, devono sopportare con grandi sacrifici personali i tagli al welfare, reggere il peso della famiglia.
Eppure, da anni, le donne investono di più sugli studi e riescono meglio, si laureano di più e prima, sono meno esposte alla dispersione scolastica”.
“Viviamo un passaggio epocale - ha sottolineato Vivoli - che richiede un ripensamento generale del modello sociale e di sviluppo, a livello nazionale ed europeo.
La pratica della differenza femminile nell’attività quotidiana di un’imprenditrice, sia la titolare di un negozio di vicinato, di un ristorante, o una guida turistica, o una libera professionista, è un elemento di arricchimento che ci permette di avere una visione diversa, più completa e moderna dei problemi e delle sfide che abbiamo davanti”.
“L’impegno che ci assumiamo, a partire da questa importante iniziativa di oggi - ha concluso il Vice Presidente Vicario di Confesercenti - è che la Confesercenti divenga sempre più la casa delle imprenditrici, il luogo dove “l’altra metà del cielo”, come viene chiamata, con una definizione che mi piace molto, possa essere e sentirsi a pieno titolo protagonista nell’impegno per una nuova stagione di diritti. Mi piace però pensare alle donne anche come all’altra metà dell’economia, come una componente essenziale per lo sviluppo del nostro Paese. Saremo al vostro fianco, sempre di più e sempre meglio, per sostenere la crescita dell’imprenditoria femminile, per sostenere la crescita delle imprese italiane”.